L’eccellenza italiana nell’ingegneria d’alta quota ha appena raggiunto una nuova vetta — questa volta, su scala continentale.
CDC Cableway Design & Construction si è classificata #3 in Europa nella prestigiosa classifica FT1000 – Europe’s Fastest-Growing Companies, stilata annualmente dal Financial Times e da Statista, che individua le 1.000 imprese europee con la crescita dei ricavi più sostenuta. Nell’ambito di questo risultato, CDC si distingue ulteriormente come #1 tra le aziende italiane dell’intera classifica e come #1 nel settore della logistica e delle costruzioni — su decine di migliaia di concorrenti provenienti da 31 paesi. Un risultato che non parla soltanto di performance finanziaria, ma di una visione industriale solida e coerente.
L’FT1000 classifica le aziende in base al tasso di crescita annuo composto (CAGR) su base pluriennale, misurando esclusivamente la crescita organica dei ricavi. L’asticella di ingresso è volutamente alta — il che rende il terzo posto assoluto sul continente un risultato che merita attenzione.
Da Bolzano alla vetta del continente europeo
Fondata a Bolzano nel 2014 da Helmut Gurndin e Alexander Philippov, CDC nasce da oltre vent’anni di esperienza nell’ingegneria dei sistemi a fune e da una convinzione ambiziosa: che le infrastrutture aeree potessero essere ripensate dalle fondamenta.
“Le funi possono diventare la spina dorsale dei sistemi di trasporto e costruzione di nuova generazione”, ha spiegato Philippov. Quella visione si è tradotta in una delle traiettorie di crescita più dinamiche dell’industria europea.
Il vantaggio competitivo di CDC risiede nell’indipendenza tecnologica. Anni di investimenti costanti in ricerca e sviluppo hanno portato alla creazione di AirBridge® — un sistema a fune brevettato, concepito, progettato e prodotto interamente in Alto Adige. Con 52 innovazioni brevettate, AirBridge® reinterpreta l’infrastruttura a fune tradizionale come soluzione di mobilità leggera, modulare e a basso impatto ambientale, capace di collegare montagne, isole, cantieri e aree naturali riducendo al minimo l’impatto sul territorio.
“La nostra missione”, afferma Philippov, “è fare in modo che l’infrastruttura si adatti alla natura, e non viceversa.”
Una presenza globale, un’anima alpina
Oggi la quota prevalente dei ricavi di CDC proviene da mercati internazionali — a testimonianza di quanto l’azienda abbia saputo esportare con successo la qualità e la precisione dell’ingegneria italiana oltre i confini nazionali.
Tra questi mercati, l’Arabia Saudita si distingue come principale motore di crescita. Attraverso una collaborazione strategica con Haris Group, CDC si è inserita al cuore del programma di trasformazione Vision 2030 del Regno, contribuendo a sviluppi di riferimento come NEOM Trojena e AlUla — progetti che stanno letteralmente ridisegnando il modo in cui le comunità si connettono con il proprio territorio.
Trasferendo il know-how alpino in contesti desertici e montuosi, CDC ha dimostrato una capacità rara: rendere le proprie soluzioni universali senza che perdano la loro identità.
Un riconoscimento che si inserisce in un percorso
Il risultato nell’FT1000 non è un episodio isolato. Segue un riconoscimento che Haris Today ha già avuto il piacere di raccontare: l’inserimento di CDC al primo posto in Italia nella classifica “Leader della Crescita 2026“, pubblicata da Il Sole 24 Ore e Statista. Quella classifica aveva collocato CDC al vertice della crescita italiana con un incremento straordinario del +503,37% dei ricavi in tre anni — una cifra che già anticipava quanto sarebbe avvenuto sul palcoscenico europeo.
Messi insieme, questi due riconoscimenti restituiscono un quadro coerente: un’azienda che non cresce soltanto in fretta, ma cresce bene — attraverso l’innovazione, l’ambizione internazionale e un modello ingegneristico che integra la sostenibilità a ogni livello.
L’ingegneria come dichiarazione di intenti
Ciò che rende la storia di CDC straordinaria non sono soltanto i numeri, ma ciò che essi rappresentano. In un’epoca in cui la crescita è spesso sinonimo di espansione fine a sé stessa, CDC ha costruito la propria traiettoria attorno a una premessa radicalmente diversa: che la migliore infrastruttura sia quella che lascia l’impronta più piccola, abilitando al contempo la più grande possibilità umana.
Dal team di Haris Group, le nostre più sentite congratulazioni a CDC, a Helmut Gurndin, ad Alexander Philippov e all’intera squadra. Non si tratta soltanto di un traguardo per una singola azienda — è una dichiarazione di ciò che l’ingegneria italiana, nella sua espressione più alta, sa raggiungere sul palcoscenico mondiale.